Ogni manufatto, sia esso una valigia, una borsa, una scarpa ecc., rappresenta un modo di vivere, di vestire, di essere, specchio di una volontà trasformatrice di valori di una determinata civiltà, è l’immagine ideale cui l’uomo aspira per configurare la propria natura. Qualsiasi aspetto umano si esprime attraverso il costume in una insuperabile unilateralità. Ecco il punto: un manufatto si identifica con il costume, incarna e tramanda lo spirito di una terra e del popolo che la abita. Un manufatto rappresenta l’espressione di una creatività che si fonda sull’intelligenza della mano. Un manufatto che “parla” all’uomo e colpisce il suo senso estetico. Che la bellezza – come afferma un personaggio in un romanzo di Dostoevsky – sia una forza capace di sconfiggere la malvagità del mondo, di riannodare il nesso tra umano e cosmico, è qualcosa che oggi può ricordarcelo soltanto una manifattura dove forma e funzione si compenetrano e si esaltano a vicenda.